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nuovo blog

Andate a vedervi il mio nuovo blog
 
e passate anche a trovarmi nella mia pagina myspace
(nuove canzoni fighissime inserite!!!)
 
thanxxx
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Into The Wild

Quella del ragazzo che dopo la laurea abbandona le agiatezze di una vita borghese per dedicarsi a una vita sulla strada, on the road, è una storia talmente pazzesca da essere naturalmente vera. Il protagonista di questa storia prende una decisione radicale, sceglie di dire Fanculo! a un destino già segnato, fermo immobile e senza vie d’uscite che conduce all’infelicità, come è il caso dei genitori, e si dedica alla ricerca della libertà e della bellezza intese come valori assoluti ("la carriera è un’invenzione del XX secolo", afferma.)

Into the Wild ci racconta questa storia, attraverso lo sguardo sperimentale ma lucido di Sean Penn che a sua volta dice Fanculo! alle forme tradizionali del racconto cinematografico hollywoodiano, preferendo vagare come il suo protagonista tra salti temporali, luoghi (un’ America raramente così splendida), citazioni letterarie bellissime, riferimenti cinematografici tutt’altro che scontati (il guardare dritto in macchina come nel cinema di Godard, ma soprattutto il Lynch di Una storia vera). Il viaggio del protagonista, uno strepitoso Emile Hirsch, è accompagnato dalla voce ispirata di un Eddie Vedder in libera uscita dai suoi Pearl Jam, che aggiunge ulteriore poesia ai già notevoli paesaggi.

Into the Wild è una riscoperta della natura, delle cose che contano davvero nella vita, delle cose che ci siamo dimenticati per colpa di una società che ci impone di andare di fretta, di consumare di più, sempre di più. Una riscoperta dell’essenza delle cose che si tiene lontana comunque da ogni prevedibile discorso moralistico. Ma soprattutto è una riscoperta del cinema, quello vero, quello che ti fa riflettere sulla situazione del mondo e su te stesso, quello che ti fa battere il cuore per un’avventura folle ma stupenda (o forse stupenda proprio perchè folle), quello che ti trascina dalla tua comoda poltrona del multisale dritto lì in mezzo, nelle terre selvagge, into the wild.

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Ricordando Heath

Suharto, sanguinario dittatore indonesiano, è morto a 86 anni. Heath Ledger, strepitoso attore australiano, si è spento a soli 28 anni. Il mondo è proprio ingiusto, questo già lo sapevamo, però fa sempre male ricordarselo.

La prima volta che ho visto Heath Ledger è stato in un’ottima commedia adolescenziale del 1999, 10 cose che odio di te, rivisitazione in chiave moderna della bisbetica domata di Shakespeare. Lui arriva sullo schermo con una recitazione molto fisica, selvaggia, totalmente fuori controllo. E poi c’è quella scena in cui canta Can’t Take my Eyes Off You sulle gradinate del campo di football per conquistare la bisbetica domata di turno. Alla fine ce la fa a conquistare la bisbetica, e anche tutto il pubblico è domato. Ma lui è stufo, è già oltre. Dice basta con le commedie adolescenziali e con i ruoli tutti uguali che gli propongono.

Mai piaciuti i film d’avventura. Però Il destino di un cavaliere è veramente originale e differente e gran parte del merito va sicuramente della recitazione di Heath ancora una volta al di fuori dagli schemi. Ancora una volta dopo il successo decide di farsi da parte, sparire dalla luce dei riflettori. Fino al 2005, l’anno della consacrazione: fa Casanova, I Fratelli Grimm, quel piccolo grande capolavoro sulla cultura dello skate che è Lords of Dogtown e soprattutto Brokeback Mountain, sul cui set conosce Michelle Williams, la mitica Jen di Dawson’s Creek. Come non innamorarsi di lei? Brokeback Mountain non è certo solo un film sull’omosessualità. È un film sull’amore, sull’amicizia, sull’impossibilità di essere se stessi, di essere felici. Tutto questo passa dallo sguardo di Heath, che verrà sempre ricordato per questa interpretazione pazzesca. Soltanto il finale del film vale la carriera di molti altri suoi più celebrati colleghi. E sarà dura vederlo nel prossimo Batman, nel ruolo di Joker, perché ci ricorderà quanto talento aveva questo attore, e quanto talento non c’è più in questo mondo che diventa un posto sempre più vuoto e ingiusto e intanto una piccola Jen crescerà e ruberà il cuore di altri Dawson, ma non conoscerà mai il padre, se non come noi attraverso i suoi film.

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best music 2007

BEST ALBUMS 2007

 

10. Band of Horses – Cease To Begin

Voce angelica, chitarre elettriche che ogni tanto partono e ogni tanto no,

un’atmosfera di magia unica. Utilizzatissimi nelle colonne sonore dei telefilm.

 

9. Pj Harvey – White Chalk

Canzoni folk delicate che arrivano nel profondo dell’anima. C’è qualcosa

di inquietante e quasi infernale che viene fuori da questo disco, non so perchè.

 

8. Burial – Untrue

La musica elettronica resuscita grazie a questo Burial. Voci filtrate che

sembrano arrivare da un altro pianeta, musica lenta ma tutt’altro che rilassante.

Archangel è la cosa più sorprendente sentita quest’anno: suona come una

canzone struggente composta da un robot.

 

7. Paramore – Riot!

Definiti da molti come una versione alternative punk-rock di Avril Lavigne,

i Paramore suonano effettivamente una versione alternative punk-rock di

Avril Lavigne: ed è questa la figata (almeno per me…)!

 

6. Fall Out Boy – Infinity on High

Il disco emo-punk-rock adolescenziale dell’anno.

I ragazzi bionici sono degli idoli, mettete su questo disco e divertitevi.

 

5. Kanye West – Graduation

La laurea di Kanye West ha coinciso con la mia laurea. Forse è per questo

che mi è piaciuto così tanto questo disco, o forse perché l’hip-hop viene qui

contaminato con qualunque cosa: dai Daft Punk a Elton John,

da Michael Jackson ai Coldplay. Lezione di stile.

 

4. Editors – An End Has a Start

Secondo album degli Editors, e io per la seconda volta ci ho messo un bel

pò di tempo per innamorarmi della loro musica. Nella velocità del mondo

di oggi, di gruppi che si bruciano nel giro di una canzone, bisogna trovare

il tempo di fermarsi e ascoltare la magia di questo disco.

 

3. Bloc Party – A Weekend in the City

Un weekend nella città, Londra. Questo è il suono di oggi: rock, pop,

un pizzico di elettronica, influenze inconsce dagli anni 80

e in sottofondo il rumore della vita nella city.

 

2. Radiohead – In Rainbows

A 10 anni da Ok Computer, i testa di radio riescono ancora a stravolgere

il mondo della musica (e non solo quello), con una delle operazioni di

marketing più geniali della storia: è il cliente a decidere il prezzo. Il disco,

poi, contiene alcune perle preziose che fanno diventare la pelle d’oca.

 

1. Amy Winehouse – Back to Black

Adoro questo disco! Il classico classico istantaneo: atmosfere anni 60,

basi hip-hop, produzione geniale di Mark Ronson, una voce che è uno

spettacolo, testi incredibilmente profondi e sentiti.

Amy, non smettere di bere e drogarti, please.

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best songs 2007

10. Aiden – Moment

I will wait for this moment, When our lips collide and almost stop

the earth, You’re in my arms tonight. La canzone + romantica dell’anno?

Yes.

 

9. 30 Seconds to Mars – From Yesterday

Jared Leto è un grande attore. Jared Leto è un eroe emo. Jared Leto è

un ottimo cantante e autore. Jared Leto è riuscito a portare una canzone

come questa al Festivalbar. Cosa cazzo riuscira a fare ancora Jared Leto

adesso, mi chiedo?

 

8. Ataris – Far From The Last, Last Call

Una canzone che dice I’m not right, “non sto bene”,

ma che mi sentire subito bene ogni volta che la ascolto,

chissà perché?

 

7. Fall Out Boy – This Ain’t a Scene, It’s an Arms Race

This ain’t a scene, it’s a god damn arms race: Questa non è una scena,

è una porcodio di corsa agli armamenti. Chissà cosa avranno voluto dire

i ragazzi bionici con questa canzone?

In ogni caso, la canzone più esaltante dell’anno.

 

6. Rihanna ft. Jay-Z – Umbrella

Una canzone troppo bella-ella-ella-eh-eh

 

5. Rufus Wainwright – Going to a Town

Una melodia senza tempo che vola sulle macerie lasciate dall’uragano

Katrina, ma soprattutto sopra le macerie dell’ipocrisia dell’America.

 

4. Linkin Park – What I’ve Done

La canzone rock dell’anno, atmosfera epica

e ritornello d’impatto devastante. That’s it.

 

3. Kanye West – Stronger

Kanye West è il nuovo Salvatore? Dopo aver scritto la canzone

Jesus Walks, a confermare questa teoria basterebbe il geniale

ritornello balbettato: quello che non mi uccide mi rende solo più forte.

E poi c’è pure la base che è una sborrata dei Daft Punk.

 

2. Garbage – Tell Me Where It Hurts

Ci sono gruppi che hai seguito fin dall’inizio, sono sempre stati nel tuo cuore,

ma ultimamente non si applicano più, ti danno delle delusioni e sono

sull’orlo dello scioglimento. Poi ti tirano fuori una canzone come questa

e capisci perché continui a seguirli e a credere in loro.

I Garbage sanno ancora dare merda a tutti e quest’anno hanno tirato fuori

dal cilindro una delle canzoni più belle mai sentite, and that’s the truth.

 

1. Justin Timberlake – What Goes Around Comes Around

7 minuti e mezzo di viaggio ipnotico tra pop e hip-hop.

Il capolavoro assoluto della ditta Timbaland/Timberlake.

L’ineluttabilità del destino espressa alla perfezione in una canzone

(e relativo video con Scarlett Johansson) perfettamente circolare.

Pura poesia.

 

 

Menzione anche per: Maroon 5, Maximo Park, Arctic Monkeys, The Used,

Ash, Amy MacDonald, Enemy, Avril Lavigne, Lady Sovreign, Enemy,

Kt Tunstall, T.I., Travis, Alicia Keys, Jimmy Eat World, Jay-Z,

Avenged Sevenfold, Say Anything, Britney Spears, Fabri Fibra

e il ritorno non del tutto convincente degli Smashing Pumpkins.

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best of 2007: telefilm

BEST OF 2007

TELEFILM

 Ecco la classifica delle serie tv che mi sono piaciute di più quest’anno:

 

10. cold case – stagioni 3, 4

Ritorno al futuro: in ogni episodio non si ripercorre solo un omicidio

commesso nel passato, ma viene ricostruito un determinato periodo

e un determinato ambiente storico. Spettacolare la colonna sonora che

va a ripescare i brani migliori usciti nell’anno in cui è ambientata la puntata.

 

  9. the o.c. – stagione 4

Marissa è morta, e chissenefrega?

La stagione conclusiva di O.C. ci guadagna in tragicità

e poi  Taylor non la fa certo rimpiangere.

 

  8. grey’s anatomy – stagioni 2, 3

Meredith Grey, diciamocelo, è uno dei personaggi più insopportabili

di sempre. Per fortuna che gli altri personaggi di contorno

sono quasi tutti degli idoli,  su tutti Isabel, Karev e O’Malley.

 

  7. heroes – stagione 1

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

Da grandi personaggi deriva una delle serie più incasinate

degli ultimi anni.

Quando i pezzi del puzzle cominciano ad andare a posto però,

si intravedono sprazzi di bellezza.

Ma forse è solo merito di Hayden Panettiere…

 

  6. 24 – stagione 5

Forse non la migliore stagione della serie, ma comunque è sempre

la cosa più adrenalica e ricca di colpi di scena che si possa vedere.

Più eroico di tutti gli Heroes messi insieme,

riuscirà Jack Bauer a salvare ancora una volta il mondo?

 

  5. dexter – stagione 1

Il serial killer dei serial killer. Un american psycho a miami

incapace di provare alcun tipo di sentimento.

La sua vita è tutta una finzione nel tentativo di apparire normale,

ma sotto quello sguardo da psicopatico

forse si nasconde un cuore tenero.

 

  4. high school team – stagione 1

Una serie incentrata su una squadra liceale di football americano.

Detta così non sembra una serie eccezionale, però riesce a raccontare

in maniera realistica la vita in una merda di cittadina del Texas

dove il football è una religione ma anche l’unica possibilità di andarsene.

Ottima la regia con inquadrature sporche stile 24 e The Shield,

insolite per un telefilm adolescenziale.

 

  3. dirt – stagione 1

Sotto al gossip, sotto alle celebrità, sotto Hollywood

vi è uno strato di sporco che emerge prepotentemente

in questa serie sporca figosamente scandalosa

che ricorda il Nip/Tuck dei primi tempi.

 

  2. one tree hill – stagioni 2, 3, 4

La serie adolescenziale più sorprendente mai realizzata.

Colpi di scena, tradimenti, omicidi, thriller, horror (e fighe mica da poco)

sono all’ordine del giorno a Tree Hill, il lato oscuro di Dawson’s Creek,

senza la patina californiana di O.C. e Beverly Hills 90210

ma con una colonna sonora stupenda.

 

  1. lost – stagione 3

CA-PO-LA-VO-RO. La cosa più bella vista quest’anno.

Kate e Sawyer finalmente insieme, il greatest hits di Charlie

che farebbe commuovere anche il Grinch,

il sorprendente finale che dimostra come gli sceneggiatori delle serie tv

possano ancora reinventare le tradizionali forme narrative e dunque,

in un mondo fatto di gente senza talento che si arrichisce non si sa bene

per quale motivo, il loro sciopero di queste settimane è più che legittimo.

 

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